Implantologia
Pianificazione e chirurgia implantare per la sostituzione di uno o più denti mancanti, dalle soluzioni singole alle riabilitazioni complesse.
L'implantologia sostituisce uno o più denti mancanti con radici artificiali in titanio inserite nell'osso, sulle quali viene poi realizzata una corona, un ponte o una protesi completa. Nel mio approccio l'impianto non è mai il punto di partenza: lo è la diagnosi. Prima di decidere se, dove e quando inserire un impianto valuto la salute parodontale, la quantità e la qualità dell'osso, i tessuti molli e la prognosi dei denti rimanenti.
Da parodontologo porto nell'implantologia la stessa attenzione ai tessuti di sostegno. Un impianto dura nel tempo se è circondato da osso stabile e da una gengiva sana, spessa e ben mantenuta. Per questo ogni piano di trattamento comprende, quando serve, la preparazione del sito con rigenerazione ossea o innesto di tessuto molle, e sempre un programma di mantenimento per prevenire la perimplantite.
Nei casi complessi, dalle riabilitazioni di intere arcate alle bocche con storia di parodontite, lavoro in team con i colleghi protesisti di COBE Dental: la chirurgia è pianificata a partire dal risultato protesico finale, non il contrario.
Quando è indicato
- Sostituzione di un singolo dente senza limare i denti vicini
- Edentulie parziali, in alternativa a ponti e protesi rimovibili
- Riabilitazioni complete di arcata su impianti
- Impianto post-estrattivo immediato, quando osso e tessuti lo consentono
- Pazienti con parodontite trattata e stabilizzata che hanno perso denti
Come si svolge
- 01Visita e diagnosi: esame parodontale completo, radiografie e, quando necessario, TC cone beam per misurare l’osso disponibile.
- 02Pianificazione: progetto protesico condiviso con il protesista, scelta del numero e della posizione degli impianti, eventuale chirurgia guidata.
- 03Fase chirurgica: inserimento dell’impianto in anestesia locale, con rigenerazione ossea o innesto di tessuto molle se indicati.
- 04Guarigione e osteointegrazione: in genere da due a sei mesi, durante i quali l’osso si integra con la superficie dell’impianto.
- 05Protesi e mantenimento: realizzazione della corona o del ponte definitivo, poi controlli periodici e igiene professionale programmata.
Domande frequenti
Quanto dura un impianto dentale?
Con un osso stabile, una buona igiene domiciliare e controlli regolari gli impianti possono durare decenni. Il principale fattore di rischio nel lungo periodo è la perimplantite, un'infiammazione dei tessuti intorno all'impianto: prevenirla con il mantenimento è parte integrante del trattamento.
L'intervento è doloroso?
L'inserimento si esegue in anestesia locale ed è generalmente ben tollerato. Nei giorni successivi sono normali un modesto gonfiore e un lieve fastidio, controllabili con i comuni farmaci antinfiammatori.
Posso mettere un impianto se ho la parodontite?
Sì, ma solo dopo aver trattato e stabilizzato la malattia. Inserire impianti in una bocca con parodontite attiva aumenta sensibilmente il rischio di perimplantite e di perdita dell’impianto.
Cosa succede se non ho abbastanza osso?
In molti casi l'osso può essere ricostruito con tecniche di rigenerazione ossea, prima o contestualmente all'inserimento dell'impianto. La valutazione si basa sulla TC cone beam e sulla quantità di tessuto da recuperare.