Parodontologia chirurgica
Trattamento chirurgico delle malattie parodontali avanzate e correzione dei difetti ossei e gengivali causati dalla parodontite.
La chirurgia parodontale interviene quando la terapia non chirurgica non basta a controllare la parodontite, o quando la malattia ha già distrutto una parte dell’osso che sostiene i denti. L’obiettivo è duplice: eliminare le tasche profonde che non si riescono a mantenere pulite e, dove possibile, rigenerare i tessuti perduti.
Le tecniche rigenerative, con membrane, biomateriali e proteine della matrice dello smalto, permettono oggi di recuperare osso e attacco in difetti che un tempo portavano alla perdita del dente. La chirurgia resettiva corregge invece l’architettura ossea per rendere il dente mantenibile nel tempo. La scelta dipende dalla forma del difetto, dal dente interessato e dalla prognosi complessiva della bocca.
Questo è il cuore del mio lavoro da trent’anni: decidere, caso per caso, quando un dente merita di essere salvato e quando invece è più ragionevole pensare a un impianto. Un dente naturale con un supporto residuo adeguato, trattato bene e mantenuto, ha spesso una prognosi migliore di qualsiasi alternativa.
Quando è indicato
- Tasche parodontali residue dopo la terapia non chirurgica
- Difetti ossei verticali e lesioni delle forcazioni
- Denti con prognosi compromessa ma recuperabile
- Preparazione del sito prima di un impianto
- Allungamento di corona clinica per protesi o conservativa
Come si svolge
- 01Rivalutazione dopo la terapia causale: sondaggio parodontale completo e radiografie per individuare i difetti residui.
- 02Pianificazione: scelta tra approccio rigenerativo e resettivo in base alla morfologia del difetto e alla prognosi del dente.
- 03Intervento in anestesia locale, con tecniche microchirurgiche e, quando indicato, biomateriali e membrane.
- 04Guarigione: controlli ravvicinati nelle prime settimane e istruzioni di igiene dedicate alla zona operata.
- 05Mantenimento parodontale: sedute periodiche per conservare il risultato nel lungo periodo.
Domande frequenti
È davvero possibile rigenerare l’osso perso con la parodontite?
In difetti con una morfologia favorevole, come i difetti verticali a più pareti, sì: la letteratura documenta guadagni di osso e di attacco stabili nel tempo. Nei difetti orizzontali diffusi la rigenerazione è invece limitata, e si lavora sulla stabilizzazione.
Quanto dura il recupero dopo la chirurgia?
Il fastidio post-operatorio è in genere modesto e dura pochi giorni. Le suture vengono rimosse dopo una o due settimane; la maturazione completa dei tessuti rigenerati richiede alcuni mesi.
Quando conviene estrarre il dente e mettere un impianto?
Quando il supporto residuo è troppo scarso, il dente è mobile e la prognosi resta sfavorevole anche dopo il trattamento. Prima di quel punto, salvare il dente è quasi sempre la scelta più conservativa e spesso la più duratura.
I risultati durano nel tempo?
Sì, a una condizione: il mantenimento. Senza sedute periodiche e una buona igiene domiciliare la parodontite tende a recidivare, con o senza chirurgia.