Dott. Diego CapriParodontologia · Implantologia · Estetica del sorriso

Terapia parodontale non chirurgica

Diagnosi, prevenzione e trattamento conservativo delle malattie gengivali e parodontali, con protocolli di mantenimento a lungo termine.

La parodontite è un’infezione cronica dei tessuti che sostengono il dente: gengiva, legamento e osso. Nelle fasi iniziali non fa male. Il sanguinamento delle gengive, l’alito pesante, la recessione e la mobilità dei denti compaiono quando la malattia è già avanzata. La diagnosi precoce, con sondaggio parodontale e radiografie, è il modo più efficace per non perdere i denti.

La terapia non chirurgica, o terapia causale, rimuove placca e tartaro sopra e sotto gengiva con strumentazione manuale e ultrasonica, in anestesia locale quando serve. È il primo e più importante passo per ogni paziente con parodontite, e per molti è anche l’unico necessario. Segue sempre una rivalutazione a distanza di alcune settimane, che stabilisce se servono ulteriori interventi.

Il risultato si mantiene con un programma personalizzato di sedute periodiche, calibrato sul rischio individuale: fumo, diabete, predisposizione familiare e risposta alla terapia. È la parte meno spettacolare del trattamento e quella che decide se i denti restano in bocca per i decenni successivi.

Quando è indicato

  • Gengivite e parodontite in tutti gli stadi, come prima fase di trattamento
  • Sanguinamento gengivale, alitosi, gengive arrossate o retratte
  • Pazienti con fattori di rischio: fumo, diabete, familiarità per parodontite
  • Mantenimento dopo terapia chirurgica o riabilitazione implantare
  • Mucosite e perimplantite nelle fasi iniziali

Come si svolge

  1. 01Diagnosi e stadiazione: sondaggio di tutta la bocca, radiografie e inquadramento secondo la classificazione internazionale del 2018.
  2. 02Istruzione all’igiene domiciliare: tecniche e strumenti su misura, perché nessuna terapia funziona senza il controllo quotidiano della placca.
  3. 03Strumentazione sottogengivale per quadranti o in una o due sedute ravvicinate, in anestesia locale quando necessario.
  4. 04Rivalutazione dopo sei-otto settimane: nuovo sondaggio per misurare la risposta e decidere se servono altre terapie.
  5. 05Mantenimento parodontale ogni tre-sei mesi, in base al rischio individuale.

Domande frequenti

La parodontite si guarisce?

Si controlla. L’osso perso non ricresce da solo, ma la malattia può essere arrestata e mantenuta stabile per decenni con la terapia e i controlli regolari. Nei difetti favorevoli la chirurgia rigenerativa può recuperare parte del supporto.

La levigatura radicolare è dolorosa?

Viene eseguita in anestesia locale, quindi durante la seduta non si sente dolore. Nei giorni successivi è possibile una maggiore sensibilità al freddo, che tende a ridursi spontaneamente.

Ogni quanto devo fare il mantenimento?

Dipende dal rischio individuale: in genere ogni tre mesi nel primo anno dopo la terapia, poi ogni tre-sei mesi. Allungare troppo gli intervalli è la causa più frequente di recidiva.

La parodontite ha effetti sulla salute generale?

La letteratura scientifica documenta associazioni tra parodontite e diabete, malattie cardiovascolari e altre condizioni sistemiche. Trattare la parodontite migliora il controllo glicemico nei pazienti diabetici ed è parte di una buona gestione della salute generale.